Alessandronavastars's Instagram Audience Analytics and Demographics

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Editor-in-chief of StarsSystem magazine. Producer. Model. Writer. DREAMER. LOVER. 📌Milano❤Follow my world on ⤵@starssystem and @starsoasisgarlasco
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PROFILE OVERVIEW OF ALESSANDRONAVASTARS

48.7% of alessandronavastars's followers are female and 51.3% are male. Average engagement rate on the posts is around 0.70%. The average number of likes per post is 341 and the average number of comments is 45.

Alessandronavastars loves posting about Music, Fashion, Modeling, Travel.

Check alessandronavastars's audience demography. This analytics report shows alessandronavastars's audience demographic percentage for key statistic like number of followers, average engagement rate, topic of interests, top-5 countries, core gender and so forth.

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Avg Comments
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3,801

GENDER OF ENGAGERS FOR ALESSANDRONAVASTARS

Female
48.7 %
Male
51.3 %

AUDIENCE INTERESTS OF ALESSANDRONAVASTARS

  • Beauty & Fashion 83.99 %
  • Photography 59.94 %
  • Travel & Tourism 58.97 %
  • Art & Design 58.14 %
  • Movies and TV 50.90 %
  • Books and Literature 39.96 %
  • Entertainment 36.50 %
  • Luxury Goods 35.27 %
  • Fitness & Yoga 34.64 %
  • Technology & Science 34.13 %
  • Restaurants, Food & Grocery 33.56 %
  • Music 33.00 %
  • Healthy Lifestyle 32.55 %

RECENT POSTS

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-4❤️2001-04❤️ Vent’anni, una casa mia, un lavoro che amavo per quanto insidioso fosse, l’Università che desideravo, un gruppo d’amici a dir poco fantastici e una città che attendeva solo di essere conquistata. Eppure mi resi conto ben presto che fare solo il modello m’avrebbe ingabbiato e non avrebbe certamente saziato il mio desiderio di conoscere le dinamiche del mondo, né comprendere il senso dell’industria della moda e dello spettacolo e le infinite sfumature che la Comunicazione comportava. Nonostante lavorassi moltissimo, attendere di essere scelto in mezzo a tanti cominciava a risultarmi mortificante e così, quando mi si presentò l’occasione di fare esperienza in una giovane società di produzioni tv, la colsi al volo. In quell’ambiente dinamico e confortevole sentivo che avrei potuto esprimermi al di là della mia estetica e crescere più consapevole. Mi ritrovai appena ventunenne a scrivere format per la tv, dare forma a manifestazioni importanti, relazionarmi con personalità e personaggi che fino a poco tempo prima guardavo solo in tv o sui giornali. Forte di una certa dialettica, e di quell’audacia propria dei vent’anni, scoprii aspetti di me che neanche io conoscevo. Il mio aspetto mi aiutava è vero, ma non ero più solo un oggetto e dovevo dimostrarlo. Producevamo programmi per Rai e Mediaset, chiudevo accordi con grandi aziende che vedevano nel nostro lavoro una ventata di freschezza e novità, organizzavo eventi e manifestazioni. Accanto avevo sempre i miei amici più fidati, che amavo coinvolgere in ognuna delle mie avventure e, chiaramente, i miei genitori, che non si sono mai risparmiati nel dare il loro contributo ai miei Sogni. Nell’autunno del 2002, poco prima dell’apertura della sede romana di cui, tra le altre cose m’occupavo, conobbi quello che ancora oggi è il mio migliore amico, la mia “memoria storica”, la voce della mia coscienza. Lentamente, ma inesorabilmente, mi ha aiutato a mettere a fuoco ogni più piccolo dettaglio del mio essere e a rimettere insieme i cocci quando, tradito da quello stesso gruppo che consideravo una famiglia, mi ritrovai solo e smarrito a chiedermi cosa ne sarebbe stato di me...

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-5❤️’99-2000❤️ Avere 20 anni nel 2000, avrebbe significato iniziare la vita da “adulto” mentre il nuovo millennio s’affacciava, portando con sé quel carico d’aspettative di cui oggi, ahimè, siamo servi invece che padroni. Internet era poco più che agli esordi ma già lasciava presagire quali grandi cambiamenti ci sarebbero stati, circolava la Lira e il cellulare dava un senso di libertà e non di schiavitù e per un ragazzo come me, lontano da casa, era il solo modo per sentirmi davvero vicino ai miei affetti. La città era lì, al mio servizio, e non m’intimoriva affatto. Ho amato Milano fin dalle prima volte, ancor prima di andarci a vivere. Sentivo che sarebbe stata la città ideale per realizzare i miei Sogni. Ero certamente stato fortunato, il mio lavoro di modello mi permetteva di guadagnare cifre impensabili per un qualsiasi mio coetaneo e, soprattutto, mi consentiva di conoscere una tale varietà di genere umano d’avermi permesso presto di capire da chi, e da cosa, stare alla larga. Mi feci alla svelta nuovi amici, provenienti da tutta Italia e dal mondo, tutti lì con lo stesso obiettivo, godere di una libertà e d’occasioni difficilmente ottenibili altrove. Appena arrivato in città, nel settembre del 99, andai però a vivere a casa di quella che allora era la mia booker e vi rimasi sei mesi. Aveva una casa grande, era divorziata da poco e pensammo potesse essere una buona soluzione poiché non conoscevo ancora nessuno e lei sembrava essere una persona affidabile. M’affittò una stanza con bagno ed uso cucina ma si rivelò presto avida e cattiva e per me, cresciuto nell’amore e nel rispetto degli altri, fu un’esperienza davvero molto triste, dalla quale non sapevo bene come tirarmi fuori. Non volevo che i miei si preoccupassero ma ancora una volta la mia super Mammì aveva intuito che qualcosa non andava e sentendomi ormai troppo spesso triste, per quanto facessi finta di niente, mi chiese di spiegarle come stessero andando davvero le cose. Le confidai che “madame X” era sempre arrabbiata, non con me ma col mondo intero e che quella situazione m’angosciava parecchio. Scoprii altresì che mentiva su quelli che erano i guadagni..(continua nei commenti)

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-6❤️Lo spartiacque fra ciò che era e ciò che sarebbe stato il futuro fu l’estate del 1999. Finita la maturità partii nuovamente per Milano a girare uno spot per un marchio di orologi, “Lorenz”. Quegli spot avevano fatto diventare famosi in Italia Laetitia Casta e il modello indiano Satya Oblet. Dopo quella serie fortunata scelsero una nuova protagonista e un innovativo modo di fare pubblicità. Fu il primo spot con effetti speciali degni di un film per il cinema, a dirigerlo Federico Brugia, oggi regista affermato e marito di Malika Ayane. La protagonista era la splendida Aiste Miseviciute, ed io facevo parte del cast. Due giorni di lavoro intenso che porto ancora nel cuore. Rientrato in Puglia per trascorrere la mia ultima estate prima di trasferirmi e studiare scienze della comunicazione allo Iulm, coi miei amici vivevamo intensamente ogni giorno e notte, fantasticando su quella che sarebbe stata la nostra vita lontani da casa. Quando i miei mi suggerirono di prendere la patente di guida, dissi loro che non era poi così necessaria e l’avrei presa una volta salito a Milano. Ma loro mi conoscevano bene e così, in maniera provocatoria, mi dissero che non mi avrebbero lasciato andare se prima non l’avessi conseguita. Scocciato da quell’imposizione mi confidai con la mia adorata nonna Cecchina, da sempre mia fidata alleata. Sapete quale fu la sua risposta? “Bene a nonna è arrivata l’ora che questa benedetta patente la prenda anch’io, da quando non c’è più il nonno detesto essere costretta a chiedere la disponibilità di qualcuno per salire in paese o andare a fare la spesa. Studierò con te, che ne dici?” Fui davvero entusiasta di quella proposta e così c’iscrivemmo assieme, solo che io avevo 19 anni e lei 68! Fummo promossi entrambi al primo colpo, lei però ha guidato per più di dieci anni, io d’allora avrò guidato sì e no 10 volte ☺️🙈È un mito mia nonna Cecchina, una donna la cui energia è stata un’inesauribile fonte d’ispirazione. I proverbi di cui è depositaria sono ancora oggi un faro nei momenti bui e quello che più di tutti m’ha supportato recita: “addò liv e no mitt, u mer è scunfitt” (quando togli e non metti anche il mare finisce)...❤️

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-9❤️ E arrivarono i tanto attesi 18 anni. Qualche mese prima del mio compleanno, io e Armando cominciammo a frequentare un gruppo d’amici qualche anno più grande, eravamo diventati una vera comitiva e, poiché automuniti e con la testa sulla spalle, i nostri genitori ci permisero di cominciare ad uscire più spesso alla sera. Ogni settimana c’era un “diciottesimo” cui partecipare ed io non vedevo l’ora che arrivasse finalmente il mio. Purtroppo però, qualche settimana prima, la mia mamma fu costretta ad un’operazione e restò a Roma per qualche tempo, rendendo così impossibile l’organizzazione della festa che avrei desiderato. Ad ogni modo la sua salute e la sua presenza erano prioritarie, così me ne feci una ragione. L’operazione andò bene e quando tornò a casa tirammo tutti un sospiro di sollievo. Terminato l’anno scolastico, nell’estate del 1998, ero nuovamente salito a Milano per lavorare come modello. Di ritorno da uno di quei viaggi vennero a prendermi in aeroporto i miei amici anziché i miei genitori, i quali mi dissero che si sarebbero dovuti allontanare per un paio di giorni dovendo partecipare ad una Convention. Non prestai particolarmente attenzione alla cosa poiché viaggiavano molto, ero anzi contento di poter andare a zonzo libero con loro. Mi fecero trovare anche un abito con camicia e cravatta poiché alla sera avremmo avuto una festa “importante” cui partecipare. Mi preparai di tutto punto e partimmo. Nella strada per andare a questa fantomatica festa che si sarebbe tenuta a Bari però, deviammo con la scusa di andare a recuperare all’ultimo minuto un altro nostro amico e ci ritrovammo, senza che me ne accorgessi, sulla strada per andare in campagna dai miei nonni. Al nostro arrivo mille luci si accesero e ad accoglierci c’erano tutti i miei amici, compagni di scuola e parenti. Non dimenticherò mai l’incredibile emozione provata quel giorno! Fu una festa memorabile alla cui realizzazione parteciparono proprio tutti e tra le decine di regali stupendi che ho ricevuto ci fu il mio primo telefono cellulare, regalatomi dagli zii, e la piena consapevolezza di quanto amore e sincera affezione avessi nella mia vita..☺️ #alessandronava

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-10❤️L’amicizia❤️ Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte sul tuo cuore. (E.Roosevelt) In principio fu Silvano, nato due giorni dopo di me. Vivevamo nello stesso palazzo, le nostre mamme erano grandi amiche e noi praticamente inseparabili. Avere un amico del cuore regala un senso di pienezza comprensibile solo a chi questo dono l’ha ricevuto. Gli aforismi sull’amicizia dovrebbero essere spiegati ai cinici e a coloro che credono di essere bastanti a se stessi. Essere amico ti prepara alla vita, ti sostiene nelle delusioni, ti supporta nei desideri, dà luce al buio e t’insegna a gioire dei successi altrui. Sono stato fortunato a conoscere presto, e profondamente, questo sentimento, nutrendomene dacché ho memoria. Ci si può e ci si deve allontanare, per poi ritrovarsi, uguali e diversi. Ho avuto, ed ho, Amici speciali, tutti “certificati” e con il timbro d’autenticità, ciascuno a modo proprio capace di Sognare senza paura di farlo e così, riconoscendoci, abbiamo potuto accompagnarci anche quando la vita ci ha allontanati. Nel corso degli anni la mia vita si è arricchita di altri amici e ciascuno di essi, col proprio mondo interiore ha plasmato il mio. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, recita un adagio. Probabilmente le amicizie vere, affondano le radici in quegli anni in cui non v’è il bisogno a farla da padrone. Ci si sente e ci si vive, semplicemente. E così a Silvano, si sono aggiunti Armando, Imma, Debora, Giuseppe, Mimma, Stefania, Anna, Gloriana, Marco, Matteo, Jihane e Stefano, solo per citare i capisaldi. Vi racconterò di ciascuno poiché legati a doppio filo alla mia esistenza ma, oggi, vorrei cogliere l’occasione per fare un augurio speciale ad @immabimbi che, da sempre, anticipa di dieci giorni il mio compleanno, festeggiando il suo. Sono arrivati gli Anta! Siamo stati una cosa sola per 15 lunghi anni. Ne avevamo dieci anni quando ci siamo conosciuti e venticinque quando la vita ha creduto fosse giusto lasciarci percorrere sentieri diversi. A distanza, in questo tempo separato, abbiamo sempre saputo di esserci l’uno per l’altra e quando è morto mio padre..(continua nei comme

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-11❤️ Il più grande insegnamento che ho ricevuto, e di cui non ho mai smesso di fare tesoro, fu di nonno Ciccio. Era un uomo forte, profondamente onesto e innamorato della sua famiglia a cui non ha mai fatto mancare niente. Ho passato tutta la mia adolescenza in campagna con lui e nonna Cecchina, m’ha insegnato ad andare a cavallo, a non avere paura di niente e ha sempre assecondato la mia passione per gli animali. Quando è venuto a mancare, nel dicembre del 1996, noi tutti perdemmo un pilastro fondamentale. Fece in tempo a vedere il mio primo servizio fotografico e lui, anni luce lontano dal mondo della moda, mi disse che qualunque cosa avrei scelto di fare nella vita avrei dovuto tenere sempre a mente i ritmi della campagna e che la pazienza è la virtù dei forti. Mi spiegò che la frutta che tanto amavo raccogliere dagli alberi, e mangiare fresca, era il premio di un duro lavoro fatto di tappe e che pensare di saltarne anche solo una avrebbe impedito quel piacere. “Esiste un tempo per seminare ed un tempo per raccogliere e nel mezzo deve esserci la cura costante di quanto piantato”. Non l’ho mai dimenticato...🥰⭐️ #alessandronava #dreamers #imieiprimi40anni #nonno #nonnomimanchi #memories

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-12❤️1995-1997⭐️ A metà degli anni Novanta il fenomeno delle Top Model vide l’apice della sua parabola. Le riviste di moda raccontavano di queste donne stupende che stavano sostituendo nell’immaginario collettivo, quello che furono i divi del cinema nei decenni precedenti. Per chi, come me, viveva la moda da vicino ed era attratto dalla bellezza ricercandola in ogni cosa, fu un’attrazione fatale. In tante occasioni, quando ero bambino e andavo a trovare i miei nonni paterni a Roma prima del loro trasferimento in Puglia, o quando un rappresentante andava in boutique, veniva proposto ai miei genitori di farmi fare spot o foto pubblicitarie per via dei miei occhioni e dei riccioli biondi, ma mia mamma credeva giusto che un bambino, oltretutto così pieno d’interessi com’ero io, dovesse essere libero di vivere la propria infanzia senza costrizioni. A chi insisteva nel dire che fosse un peccato, bello com’ero, rispondeva sempre: “Quando crescerà, se avrà voglia e continuerà a mantenere le caratteristiche per farlo, sarò lieta di sostenerlo ma adesso deve essere libero di godersi la sua età. Il momento coincise con la partecipazione al concorso di Miss Italia di una ragazza che le stava facendo da commessa in negozio. Mimma era di una bellezza sconvolgente e non lo sapeva. Altissima, elegante ma timidissima, non passava certo inosservata e Mammì la spinse a partecipare dapprima a qualche sfilata locale per acquisire sicurezza in se stessa e poi, notata da un model scouter del concorso di Miss Italia, decise di parteciparvi. Arrivò quinta, l’anno in cui a vincere fu Anna Valle, nel 1995. Da quel momento le si aprirono le porte di una carriera a Milano e, nell’anno successivo, girò in lungo e in largo l’Italia impegnata nelle attività di promozione degli Sponsor del concorso poiché vinse diverse fasce. Rientrata a Castellaneta ci vedemmo subito e mi parlò, entusiasta, del mestiere di modella che, a suo dire avrei potuto fare benissimo anche io. L’idea mi allettò parecchio, poter viaggiare era uno dei miei desideri e pensai che quello poteva essere un modo per realizzarli....(continua nei commenti) #alessandronava #imieiprimi40anni #dreamers

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-13❤️1991-1994⭐️ Mentre la mia passione per gli animali cresceva e mi lasciavo l’infanzia alle spalle, la campagna dei miei nonni divenne il mio quartier generale. Nonno Ciccio e zio Tommaso mi fecero costruire un’enorme voliera dove crescere i miei pavoni e tutti gli animali da cortile che desideravo. Passavo i miei pomeriggi ad osservarli, fotografarli e annotare i loro comportamenti, dal corteggiamento nella stagione degli amori, alla cova delle uova, alla nascita dei pulcini. Ne venne fuori un lavoro talmente attento e minuzioso che finì per essere la mia tesina all’esame di terza media. Anche in quegli anni ebbi la fortuna d’incontrare insegnanti eccezionali, dalla prof.ssa Cudemo di scienze alla prof. Terrusi d’italiano, con la quale scoprii una vera passione per il teatro e la recitazione. Era una grande esperta delle nostre tradizioni e una talentuosa scrittrice di commedie, soprattutto in vernacolo. Calcare il palcoscenico è qualcosa che ho amato fin da bambino con le prime recite scolastiche. Con lei ed un’altra brava commediografa, Antonietta Ciulli, però l’impegno si faceva più strutturato e imparai la disciplina necessaria e il grande lavoro dietro la creazione di uno spettacolo. Mi sono cimentato con la musica, imparando a suonare il pianoforte, con la danza (anche se non ero poi così portato) e la recitazione appunto, ma il mio sogno continuava ad essere legato alla scoperta delle meraviglie del mondo e della natura, volevo fare il documentarista. Quando avevo undici e dodici anni, la mia adorata zia Carmela, sorella della mia mamma, mi portava spesso con sé all’Università di Scienze Naturali di Bari dove si stava per laureare in Scienze Biologiche. L’allora rettore dell’Università, il prof. Mario Labate, suo relatore, fu molto colpito da questo ragazzino che divorava insaziabile i testi universitari e mostrava una preparazione fuori dal comune anche per gli studenti dei corsi che teneva. Incuriosito, un pomeriggio, mi chiese di accompagnarlo nei seminterrati dell’Università. Quando il responsabile degli spazi aprì la porta non potei credere a ciò che mi si parò davanti agli occhi...(continua nei commenti) #alessandronava #imieipr

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-14❤️Seconda parte- L’unione dei miei genitori generò anche l’incontro tra due mondi apparentemente distanti fra loro, quello dei miei nonni. Nord e Sud, vita di città e vita di campagna. Oltre le legittime differenze dovute ai contesti nei quali crebbero, si scoprirono gli uni profondamente estimatori degli altri e viceversa. Nonno Enrico era una sorta di eroe per me, coltissimo ed espansivo, era sempre in viaggio poiché dirigeva grandi cantieri in giro per l’Italia. E’ stato il primo a comprendere quanto grande fosse la mia sete di sapere e quando a fine carriera nel 1988 decise, assieme a nonna Lidia, di trasferirsi in Puglia per stare più vicini a noi, potemmo passare molto tempo assieme. Aveva una grande libreria stracolma di libri e un’ enciclopedia sugli animali e la natura tra le più ricche e complete che avessi mai visto a quell’età. Ogni giovedì, durante gli anni in cui restarono a Castellaneta, pranzavo da loro e passavo poi tutto il pomeriggio tra quei libri, studiando con passione la zoologia e l’etologia mentre lui ascoltava la musica classica. Le domeniche le trascorrevamo tutti assieme in campagna dai nonni materni e non perdeva occasione per rammentare quanto fosse speciale la focaccia fatta in casa da nonna Cecchina. Assieme a nonno Ciccio mi costruirono una casetta sull’albero affinché potessi avere il mio luogo segreto nel quale rifugiarmi. A differenza di Nonna Lidia che era più severa, lui amava moltissimo viziarmi ed era sempre pronto a rispondere alle mie mille domande sui più svariati argomenti. Quando morì, alla fine del 1992, per un brutto tumore che lo spense in poco tempo, fu la prima volta che sentii forte la mancanza di qualcuno e capii che tutto cambiava forma prima o poi, e io non avrei più potuto godere allo stesso modo di quei pomeriggi magici e di quella complicità così speciale...⭐️⭐️⭐️#alessandronava #thisismystory #dreamers #imieiprimi40anni #nonni

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-15❤️I Nonni -Prima Parte- 'I nonni non dovrebbero morire mai', mi ha scritto proprio ieri un’amica che ha appena perso la sua adorata nonna. Non posso che essere d’accordo. Ma tant’è la vita definisce tempo e modalità per ciascuno e altro non possiamo fare che prendere atto della caducità dell’essere umano. Io sono tra quelli, baciati dalla fortuna, che hanno potuto godere dei quattro nonni intensamente, ma non per tutto il tempo che avrei voluto. La prima volta che, comprendendone il significato, feci i conti con la morte fu in verità, quando persi undicenne, la mia bisnonna materna Anna, madre di nonno Ciccio. Nononna Anna (così vengono chiamate al sud le bisnonne) era una donna minuta ma con una salute di ferro che visse perfettamente lucida e padrona della sua immensa famiglia e azienda fino all’ultimo giorno della sua vita. Qualche mese prima di lasciarci, quasi centenaria, le venne conferito un riconoscimento dal comune di Castellaneta per essere la donna più anziana (e forse più in gamba) residente lì. Ebbe nove figli, due prematuramente scomparsi e sette ancora in vita fino a quel momento. Era venerata e rispettata da tutti poiché depositaria di una conoscenza della vita e dell’animo umano dal valore inestimabile, oltreché di un’immensa proprietà che comprendeva terre, case, un bosco sconfinato dove amavo rifugiarmi da ragazzino e una grande Masseria, costruita alla fine dell’Ottocento. Ho tanti ricordi legati a Nononna, il più significativo riguarda la sua capacità di esprimere i concetti in maniera ermetica e non lasciando spazio ad interpretazioni. Ho parlato di lei nell’ editoriale pubblicato sul secondo numero cartaceo di @starssystem , quello dedicato al valore dell’equilibrio tra Mente e Corpo. Una domenica in cui era ospite a casa dei miei nonni, si trovavano anche diversi amici di famiglia e fra questi ve n’era una, particolarmente sgradevole, che parlava continuamente mentre divorava letteralmente il pranzo. Quando l’ospite le domandò come si facesse ad arrivare alla sua età e in quella forma, lei candidamente rispose: “Mi alzo da tavola sempre con un pò d’appetito” e andò a riposarsi salutando cordialmente tutti...⭐️

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⭐️ThisIsMyStory⭐️-16❤️1985-90⭐️ La mia adorata sorellina arrivò, come un uragano, il 4 giugno del 1985. In verità pare che desiderassi un fratello così raccontano che, rientrati a casa dall’ospedale dissi: “Mamma ma io volevo un fratellino, non possiamo cambiarla”?☺️Superato quel primo momento d’interdizione mi scoprii pazzo di lei! Era energia pura e crescendo non fece che confermare il suo spirito intraprendente ed incredibilmente generoso. È proprio vero che l’essenza di qualcuno può essere colta fin dall’infanzia e che, se alimentata correttamente, renderà quel bambino un adulto in grado di partecipare attivamente allo sviluppo del proprio “destino”. In queste settimane così amare e tristi lei, soccorritrice del 118, non ha smesso un solo istante di prodigarsi per chiunque ne avesse bisogno, ben oltre le responsabilità che la professione comporta. Sono orgoglioso di lei!❤️ In quegli anni si aveva ancora una sola maestra alle elementari e la mia, Patrizia, è stata un’insegnante a cui non ho mai smesso di dire grazie. Preparatissima, competente, curiosa, ha fatto sì che amassi lo studio fin da subito e lo vivessi come un privilegio di cui essere mai sazio. Amavo moltissimo leggere ed eccellevo nella scrittura dei temi. Credo che gli insegnanti abbiano un ruolo davvero importante che andrebbe riconsiderato del tutto nella società moderna. C’è un aneddoto davvero singolare che rivisto a distanza di più di trent’anni mi fa ancora molto emozionare. Ero il cocco della maestra non mi vergogno a dirlo, non venivo mai rimproverato ed ero portato ad esempio tra colleghe per l’educazione e l’insaziabile voglia di sapere. Eppure un giorno, mentre eravamo in fila per due pronti ad uscire dall’aula scalpitanti, ricevetti uno scappellotto assieme a qualche altro compagno più indisciplinato nonostante fossi “buono buono” al mio posto. La cosa mi turbò molto e, rientrato a casa, raccontai l’accaduto a mamma e papà. Sorrisero entrambi e mamma, con la sua dolcezza infinita e costruttiva mi disse che non sapeva spiegarmi la ragione di quel gesto ma che mi avrebbe accompagnato volentieri a casa della maestra affinché potessi chiederglielo io stesso. (Continua nei commenti)...

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⭐️ThisIsMyStory⭐️ -17❤️1980-1985⭐️Sono nato di domenica, a mezzogiorno. È questa la ragione, mi ha sempre detto Mammì, del perché fossi un gran dormiglione. La mia nascita fu una gioia non solo per i miei genitori, ma anche per i miei nonni e i miei zii, ero il loro primo nipote, sano e sempre sorridente. Crescere in una famiglia così unita, ma anche in una comunità piccola come era Castellaneta, ha fatto sì che la mia prima infanzia fosse permeata di un amore allargato, assoluto e incondizionato. Le amiche di famiglia, e le clienti della boutique, facevano a gara per tenermi in braccio e coccolarmi. Sono cresciuto in mezzo alle donne, tutte risolute, forti, capaci, ambiziose eppur dolci e belle, bellissime. Il mondo dovrebbe essere gestito principalmente dalle donne, nessuno meglio di loro sa donare e donarsi nel nome dell’Amore. Sono stato un privilegiato, mi è stato dato tutto quello che un bambino dovrebbe avere, fiducia, stimoli, sane attenzioni, presenza. Erano anni in cui l’amicizia e il senso di comunità avevano un grande valore. Madrina e padrino di Battesimo sono stati zia Simonetta, sorella di mio padre e zio Tommaso, fratello di mia madre. Se mai fosse successo qualcosa ai miei genitori, sarebbe stato compito loro occuparsi di me. Eppure erano poco più che ragazzi, divenuti poi adulti di grande qualità, medico una e imprenditore l’altro. I miei genitori amavano molto la compagnia dei loro amici e la nostra casa era sempre in festa. I miei giocattoli erano i giocattoli dei miei amici e quelli loro, i miei. Sono cresciuto in una sorta di condivisione degli affetti, e anche delle cose, che mi ha permesso d’apprezzare, crescendo, la forza che ciò implica. Ero un bambino tranquillo che amava più d’ogni cosa gli animali; pare che fosse sufficiente farmi vedere un documentario sulla natura ed ogni mio capriccio, seppur raro, spariva. Per cinque anni, prima dell’arrivo di mia sorella Francesca, sono stato il solo a beneficiare di tutto quell’amore...⭐️⭐️⭐️⭐️ ⭐️#alessandronava #dreamers #life #mylife #mystory #childhood #family #memories #pics #imieiprimi40anni

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