Romanzo_calcistico's Instagram Audience Analytics and Demographics

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PROFILE OVERVIEW OF ROMANZO_CALCISTICO

8.8% of romanzo_calcistico's followers are female and 91.2% are male. Average engagement rate on the posts is around 4.90%. The average number of likes per post is 19306 and the average number of comments is 131.

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GENDER OF ENGAGERS FOR ROMANZO_CALCISTICO

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Male
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AUDIENCE INTERESTS OF ROMANZO_CALCISTICO

  • Beauty & Fashion 50.20 %
  • Sports 44.61 %
  • Travel & Tourism 44.34 %
  • Photography 38.98 %
  • Music 37.13 %
  • Luxury Goods 34.45 %
  • Art & Design 34.36 %
  • Fitness & Yoga 33.76 %
  • Technology & Science 33.33 %
  • Clothes, Shoes, Handbags & Accessories 33.22 %
  • Cars & Motorbikes 33.20 %
  • Books and Literature 32.39 %

RECENT POSTS

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Oggi ci ha lasciato Franco Lauro. Un Giornalista con la G maiuscola, uno di quelli da prendere come modello: preparato, professionale, educato, mai fazioso né sopra le righe. Uno dei pochi che non cercava mai di far polemica con allenatori o dirigenti nei post partita. Un professionista imparziale, elegante, serio, vero esempio di come si debba fare giornalismo. Franco Lauro era veramente stimato da tutti. Se ne va anche uno dei miei più bei ricordi, la spasmodica attesa di quell’appuntamento fisso della domenica dalle 18:15 alle 19 che ha scandito la mia adolescenza. Buon viaggio caro Franco . . #romanzocalcistico #francolauro

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All’età di quindici anni perde la madre a causa di un brutto male. Nel 2003, a soli diciassette anni, vede scomparire anche il papà. Nel 2004 il dramma del fratello, che si tolse la vita. La sorella è affetta da una grave disabilità. Una vita piena di disgrazie ha segnato la vita di Piermario Morosini. Un’esistenza straziata, cocente e sfortunata per il centrocampista, che però non aveva mollato. Mai. Da grande uomo aveva reagito e aveva iniziato a inseguire il suo sogno: quello di giocare a calcio. Tanti sacrifici, tanta passione, che gli avevano permesso di arrivare sino ad esordire in serie A oltre che in Under 21. Ma un giorno quel malefico destino, non sazio delle sventure del ragazzo, decise che doveva prendersi anche lui. Allo stadio Adriatico di Pescara, durante il match di B tra il Pescara e il suo Livorno, Piermario cade a terra. I momenti sono terrificanti. Per tre volte prova con tutte le sue forze a rialzarsi. Fino all'ultimo prova a reagire. Viene trasportato in ospedale, ma non ce la fa. Piermario ci lascerà, a soli 26 anni. Sono passati otto anni ormai da quel tragico giorno, ma il suo ricordo è ancora vivo. Il suo ricordo non può morire. Il suo esempio, la sua forza di volontà, il suo amore per il calcio, la sua voglia di vivere, mostrata fino all'ultimo respiro, fino all'ultimo attimo, non possono morire. Mai. . . #romanzocalcistico #morosini

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«Sono felice, anche se lo dico sottovoce. La malattia per me è simile a un viaggio. Un percorso di introspezione, un’opportunità. È un’esperienza di cui avrei fatto volentieri a meno, però è successo e allora cerco di metterla a frutto. A dicembre ho concluso diciassette mesi di chemioterapia, un ciclo di otto mesi e un altro di nove. È stata dura, dal punto di vista fisico e mentale. Sembra scontato, ma non lo è: conta la salute. Ecco, io vorrei che la famosa frase “quello che conta è la salute” diventasse davvero centrale per tutto e tutti... Adesso sto bene. Cosa vuol dire stare bene? Significa vedersi di nuovo bene allo specchio, guardare i peli che ricrescono, non doversi più disegnare le sopracciglia con la matita. In questo momento, può sembrare strano ma mi sento quasi fortunato rispetto a tanta gente...». [Gianluca Vialli, “La Repubblica”]❤️ . . #romanzocalcistico #vialli

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Ci sono Pasque che capitano e pasque da Capitano.❤️ #Definitiva #romanzocalcistico #Totti #DelPiero #Maldini #Zanetti

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Difensori, Capitani, Uomini veri... "Non ho la tecnica di Romario, la velocità di Marc Overmars o la forza di Patrick Kluivert. Io devo lavorare di più rispetto agli altri. Sono come lo studente che non è tanto intelligente, ma ripassa per gli esami e infine li supera...". Già solo leggendo una frase del genere lo si percepisce. 682 presenze, 6 campionati spagnoli, 3 Champions League, 2 coppe del Re, 6 Supercoppe di Spagna, 2 Coppe del mondo per club, 2 Supercoppe Europee, tutto ciò con un'unica maglia, quella del Barcellona, e dal 2005 con la fascia di capitano sul braccio. 100 presenze, Una Coppa del Mondo e un Europeo invece con la maglia della nazionale spagnola. Umile, generoso, trascinatore, orgoglio, simbolo... Insuperabile: ecco perché Carles Puyol è “El gran Capitán”, ecco perché è amato e rispettato da tutti. #BuoncompleannoCapitán #Puyol #Barcellona

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Chiudi gli occhi e vedi passare davanti a te tutta la tua vita. Attimi che sembrano interminabili. Il battito è accelerato, non può essere altrimenti quando sei così vicino a perdere o conquistare il mondo. Arriva il momento di decidere, l’ansia ti assale: sai che tutto può dipendere da ciò che sceglierai. "Erano momenti vibranti. Mi venne incontro Del Piero, perché voleva calciare il quinto rigore. Io però gli dissi di no, perché secondo me i più affidabili devono tirare per primi. Alex doveva essere il primo. Insistette e gli concessi il quarto penalty, così il primo lo assegnai a Pirlo. Ma non sapevo a chi affidare l’ultimo. In quei momenti, più della ragione contano le sensazioni, gli umori, e incrociando lo sguardo di Grosso gli dissi: "Vai Fabio, il quinto è tuo, sei l’uomo della provvidenza". Lui mi guardò stupito e rispose: "Sicuro?" Non stavo esagerando: agli ottavi, al 93’, sullo 0-0 si era procurato il rigore contro l’Australia e quattro giorni prima aveva segnato la rete del vantaggio alla Germania. Ero certo che avrebbe fatto gol, i segnali mandati dal destino erano troppo chiari...” Ricorderà anni dopo Marcello Lippi. Ed è incredibile come quasi quattordici anni dopo, riguardando quelle immagini, mi commuova ancora come allora. Oggi è il compleanno di uno dei C.T. della storia, dell'uomo che nel 2006, insieme ai magnifici "23", ci ha regalato un sogno "dorato": Marcello Lippi. #BuonCompleannoMister #romanzocalcistico #lippi #campionidelmondo

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Una delle Juventus forse più belle di quella stagione, quantomeno nel primo tempo, non era bastata fino a quel momento per avere la meglio di una Lazio tutta cuore. Il risultato era fisso sull'1-1 e la partita sembrava dovesse finire così. Ma si sa, il calcio in questi casi regala sempre emozioni meravigliose e se il protagonista poi è un "signore del calcio"come lui, allora i brividi si moltiplicano. Nell'anno dell'esordio del neo stadio bianconero, che combaciava con il suo ultimo anno nella Juve e soprattutto nella sera della sua settecentesima presenza, la deciderà lui. Alessandro Del Piero. Ancora lui, sempre lui. Nel giorno della storia, per fare la storia. Mandato in campo da Conte nel secondo tempo, come accadeva spesso in quella stagione, Alex si presenta dal limite per battere una punizione, specialità della casa. C'è anche il maestro Pirlo che vuole battere, ma il 10 bianconero non batte ciglio. "Lascia, tiro io!" sembra dirgli. Andrea capisce il momento da gran signore e giocatore qual è. Sa anche lui che è la scelta più giusta, più romantica. "Vai Alex!" E dopo gli ultimi dettagli, gli ultimi sguardi, rincorsa, tiro e... Gol. Un classico. Lo stadium diventa una fiaba: è forse il gol dell'insperato, cercato, sudato primo scudetto del post calciopoli, nel nuovo stadio e nel suo ultimo anno da giocatore, capitano, simbolo, bandiera della Juventus. E non poteva che segnarlo lui, Pinturicchio, come nelle favole. . . #romanzocalcistico #delpiero

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Quando sai da dove sei partito, arrivare in vetta è ancora più bello... Oggi è uno dei più forti del mondo e di conseguenza anche dei più pagati. Ma non perché fa richieste esose, non perché è un giocatore appariscente, o perché è molto attivo sui social. Perché se lo è meritato, sul campo. "Perché dovrei volere dieci Ferrari, venti orologi di diamanti e due aerei? Cosa cambieranno questi oggetti per me e per il mondo? Io so cosa voglia dire avere fame, ho lavorato nei campi, sono sopravvissuto a guerre, ho giocato a calcio a piedi nudi, non sono andato a scuola perché non potevo permettermelo. Oggi con quello che guadagno grazie al calcio posso aiutare la mia gente, ho potuto costruire scuole, ho costruito uno stadio, posso fornire vestiti, scarpe, cibo per le persone in estrema povertà. Preferisco che il mio popolo riceva un po' di ciò che la vita mi ha dato...". Non bastasse, ogni mese dona una cifra che permetta di acquistare beni primari ad ogni famiglia di una zona poverissima del Senegal. Oggi, da pallone d’Oro africano, da campione d’Europa e del mondo in carica, Sadio Mané compie 28 anni. Oggi, Sadio Mané è un meraviglioso campione: in campo, ma soprattutto nella vita. #BuoncompleannoSadio #mané #romanzocalcistico

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“Terzino da un estremo all'altro del campo; vicino a una bandierina del corner toglie il pallone all'avversario e vicino all'altra bandierina crossa, tira, o le due cose insieme. La potenza è la virtù di cui vive e che lo rende unico.” [Jorge Valdano] “Un giocatore fantastico. Unico nel suo ruolo.” [Clarence Seedorf] “Che giocatore! Come terzino sinistro era un qualcosa di pazzesco. Veloce, tecnico, potente: troppo forte. Mi sono davvero divertito a giocarci insieme. E poi faceva dei gol su calcio di punizione incredibili...”. [Kakà] 3 Champions League 4 campionati spagnoli 2 Coppe intercontinentali 1 Supercoppa Europea 3 Supercoppe spagnole 2 campionati brasiliani 1 Confederations cup 2 Cope America 1 Coppa del Mondo Secondo calciatore con più presenze (125) nella storia della nazionale brasiliana, dietro solo a Cafù. Tiratore infallibile sui calci piazzati. 168 centimetri di altezza, 64 di conferenza della sua coscia sinistra. Un numero 3 che indossava il numero 6 ma che giocava da numero 11. Terzino devastante nella realtà, attaccante supersonico alla Play Station. Che belli che erano i tempi di Roberto Carlos... #BuoncompleannoRobertoCarlos #romanzocalcistico #robertocarlos

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Ci sono carriere che capitano e carriere da capitano... Dal 28 ottobre 2006 al 3 aprile 2010, dai 33 ai 37 anni, ha giocato 167 partite consecutivamente tra Serie A e Champions League, non saltando nemmeno una partita. Niente infortuni, niente squalifiche, niente di niente. Nemmeno una partita. Ci sono stati e ci sono grandi campioni, grandi professionisti e grandi esempi di capitani. Poi c’è Javier Zanetti, che è stato tutto questo messo insieme. . . #romanzocalcistico #zanetti #inter

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Liverpool, Goodison Park, 1999. Va in scena il sentitissimo derby del Merseyside, Everton - Liverpool. Gli hooligans dei Toffees lo stanno riempiendo di fischi, insulti, cori, apostrofandolo soprattutto sul suo stile di vita senza freni. Proprio a lui, tifosissimo da bambino dell' Everton, ma diventato poi bandiera degli acerrimi rivali. Così come il destino sempre riserva in questi casi, a segnare è proprio il diretto interessato: su rigore batte Myhere e subito dopo corre a festeggiare sotto i tifosi dell'Everton. Ma non è una semplice esultanza. Si accuccia sulla linea di fondo e tra lo stupore di tutti simula una "sniffata", sfidando e provocando appositamente quella curva che gli aveva dato del “drogato”. Riceverà una squalifica di quattro giornate e una multa di 60mila sterline dalla federazione, ma anche l’amore incondizionato dei tifosi del Liverpool. Perché lui è Robbie Fowler, "the God of the Kop", sesto bomber di sempre nella storia della Premier, uno dei più grandi idoli del popolo Reds. Forse anche per quell'indimenticabile derby. #BuoncompleannoRobbie #romanzocalcistico #fowler

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Siamo sulle strade del nord della Francia e un’auto con a bordo una giovane coppia e un bimbo di due anni, rimane vittima di un grave incidente, uno scontro tremendo con un camion. I genitori rimangono miracolosamente illesi, mentre il piccolo nello scontro balzerà fuori dal seggiolino, impattando terribilmente. Si salverà, anche se i segni di quel brutto giorno se li porterà per sempre dietro. In tutti i sensi. Il suo volto verrà ricucito con più di cento punti, tanto che una grande cicatrice rimarrà ben visibile sulla parte destra del viso. Saranno anni difficili: infanzia prima, adolescenza poi, una lotta continua. Contro la gente, ma soprattutto contro se stesso. “Quando sei un bambino e hai una cicatrice come questa non è affatto facile conviverci, il modo in cui le persone ti guardano, ti offendono… La gente dice cose come ‘guarda la sua cicatrice, è orrenda’... Ovunque andassi la gente mi fissava, e non perché fossi un ragazzo buono, non perché il mio nome fosse Franck, non perché fossi bravo a giocare a calcio: per il mio aspetto. Ma nonostante soffrivo, non mi sono mai messo a piangere in un angolino. Non ho mai versato una lacrima. E la cicatrice è diventata la mia forza.”. Nemmeno una lacrima, anche perché non aveva tempo. Era troppo impegnato a perseguire il sogno della sua vita: quella di diventare uno dei più grandi calciatori del mondo e far parlare di sé per ciò che era realmente. E nei campetti malmessi tra i palazzoni di un umile quartiere di Boulogne-Sur-Mer prima e nelle scuole calcio poi, si parlerà sempre e solo di lui. Man mano che passavano gli anni, man mano che cresceva, da quelle parti si parlava solo di lui. Nonostante fosse quasi sempre il più piccolo, di fisico e di età, nonostante fosse trattato come uno “diverso”, si parlava solo di lui. Di Franck Ribery. Ma non più per il suo aspetto. Semplicemente per ciò che era: il più forte di tutti. #BuoncompleannoFranck #romanzocalcistico #ribery

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